Probabilmente molti di voi saranno già venuti a contatto con persone che hanno una radio : bisogna però fare una opportuna distinzione, in quanto esistono molti modi per vivere la propria passione.

Il Radioamatori sono persone che usano apparati radiotrasmittenti e radioriceventi per comunicare con altre persone munite di analoghi apparecchi, su bande di frequenze autorizzate , ovvero una persona che ha conseguito la cosiddetta Patente e la successiva Autorizzazione Generale da parte del Ministero preposto al controllo delle Comunicazioni.

Come ottenere questo? Naturalmente non tutto in un colpo, ma con un po’ di pazienza e molta buona volontà. Occorre anzitutto acquisire un minimo di conoscenza della radiotecnica e delle normative che regolano questa attività necessaria per ottenere la patente, che consente l’utilizzo di tutte le frequenze assegnate internazionalmente al Servizio di Amatore.

Si deve possibilmente familiarizzare con le abitudini dei Radioamatori e, per farlo, la cosa migliore è l’ascolto delle gamme radiantistiche.

E’ inoltre buona cosa essere iscritto ad un’associazione di radioamatori riconosciuta dalla IARU.

Riferendoci alla normativa in vigore in Italia, se non si può ottenere subito l’Autorizzazione Generale (per esempio non avendo ancora compiuto 16 anni) è conveniente iniziare ad ascoltare i messaggi delle stazioni radioamatoriali; per fare ciò non occorre alcuna autorizzazione.

Le stazioni di ascolto SWL

Dettagli…

Il radioascoltatore è una persona che si dedica esclusivamente all’ascolto delle comunicazioni radioamatoriali e commerciali, tipicamente sulle cosiddette Onde Corte (cioè l’intervallo di frequenze compreso tra 1 e 30 MHz). Anche se forse questa attività può sembrare meno stimolante della precedente, vi posso assicurare che riuscire ad ascoltare voci e suoni provenienti dall’altro capo del mondo è veramente emozionante: si può così scoprire che molte radio d’oltreoceano trasmettono anche in italiano (vedi Radio Giappone), migliorare la propria conoscenza delle lingue ed infine capire la culture di paesi e persone lontane. Sicuramente, dal punto di vista tecnico, l’ SWL è un gradino sopra al CB: infatti, bisogna disporre di apparati diversi, avere una maggiore conoscenza del funzionamento della radio e della propagazione e sapere quando e dove ascoltare. Dal punto di vista legale, per poter diventare radioascoltatori non c’è bisogno di alcun adempimento burocratico, se si vuole è possibile fare richiesta al competente ufficio del Ministero delle Comunicazioni per ottenere anche un nominativo, ovvero un indicativo unico in tutto il mondo che servirà per inviare e ricevere le cosiddette QSL, cartoline che i radioamatori, radioascoltatori ed anche stazioni broadcasting commerciali si scambiano per confermarsi di essersi collegati (o nel caso degli SWL di avere ascoltato la trasmissione); dal punto di vista tecnico è invece indispensabile un pò di buona volontà per imparare quanto esposto in precedenza. Tantissimi radioamatori sono ex SWL e molti continuano l’attività di “ascoltatori” anche dopo il conseguimento della patente.

Se iscritte all’A.R.I. hanno diritto alla spedizione gratuita delle cartoline di conferma (QSL) da e per tutto il mondo, tramite le numerose Sezioni A.R.I. stesse e le associazioni degli altri Paesi. Per questo scopo l’A.R.I. assegna ai propri soci che ne fanno richiesta un nominativo di stazione di ascolto.

CB – “baracchino

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Sicuramente questo è il mezzo più diffuso, il suo utilizzo é stato liberalizzato con la riforma del Codice delle Comunicazioni 2021, non é più necessario rendere comunicazione agli Ispettorati Territoriali MISE per poterlo usare ed é stata abrogato il pagamento della Tassa annuale di 12 euro. I CB possono essere usati da tutti i cittadini della UE che abbiano compiuto 14 anni e che non abbiano condanne penali non colpose a carico. E’ diffusissimo tra camionisti che lo usano per scambiarsi informazioni sul traffico e per fare quattro chiacchere. Ovviamente, questo tipo di attività ha delle limitazioni: gli apparati usati devono essere omologati, possono al massimo avere una potenza di uscita di 5 Watt (CB significa appunto Citizen Band, in quanto la portata di questi dispositivi è tipicamente dell’ordine di qualche chilometro, e quindi nell’ambito ristretto di una città) e possono operare esclusivamente su alcune frequenze prestabilite intorno 27 MHz dette “canali”. Quasi tutti i radioamatori hanno un passato da CB.

Per imparare il codice Morse (oggi non più obbligatorio in Italia al fine di conseguire la licenza, ma pur sempre un validissimo modo di comunicazione) è bene affidarsi ad un amico competente o ad una Sezioni A.R.I., molte delle quali organizzano corsi sia per la preparazione agli esami degli aspiranti Radioamatori, che per l’apprendimento del codice Morse.

Dopo il superamento dell’ apposito esame, ed aver ricevuto dal Ministero delle Comunicazioni l’autorizzazione, potrà trasmettere con potenze maggiori (fino a 500 Watt) e persino a costruire le proprie apparecchiature che in questo modo non devono essere per forza omologate dal Ministero. Tutto questo consente di poter contattare anche persone dall’altro capo del mondo e sperimentare ed inventare nuovi metodi di trasmissione, nuovi circuiti e nuove antenne, studia e ricerca nel campo ingegneristico delle telecomunicazioni e della Fisica sulla propagazione delle onde radio. Forse, in un primo momento, la differenza non vi sembrerà enorme: in realtà, si diventa radioamatori non solo per parlare con il resto del mondo, ma per conoscere in maniera più approfondita tutto ciò che è legato al mondo della radio, dall’elettronica necessaria per far funzionare le apparecchiature fino ai meccanismi di propagazione delle onde radio. I radioamatori sono una risorsa per la comunità, tant’è che si parla di SERVIZIO DI RADIOAMATORE: lo Stato Italiano, al pari di tutti gli stati del mondo, ha riconosciuto nei radioamatori un bene prezioso per lo sviluppo culturale e tecnologico del paese ed un valido aiuto in tutte le situazioni di calamità naturale (in tali circostanze, i radioamatori sono precettabili dall’autorità di Pubblica Sicurezza); in questi casi le conoscenze e capacità dei radioamatori si rivelano preziose ed insostituibili per assicurare le comunicazioni d’emergenza, un aspetto importante dell’attività è il soccorso portato alle popolazioni colpite da calamità naturali (alluvioni, terremoti), creando nel giro di pochi minuti dal verificarsi dell’evento calamitoso, una efficiente rete di comunicazione alternative di emergenza per il coordinamento e lo smistamento dei soccorsi. Questa attività iniziata ed improvvisata in modo eroico nel lontano 1951 con l’alluvione del Polesine, ha proseguito tutt’oggi con il terremoto dell’Aquila (2009); questo aspetto dell’attività radioamatoriale è ancora indispensabile e tale attività è richiesta dal Dipartimento di Protezione Civile per la provata e riconosciuta professionalità ed efficienza dei Radioamatori dell’A.R.I.; nonostante il grande progresso tecnologico delle reti di comunicazione ordinarie (telefonia fissa, mobile e satellitare) che purtroppo sono le prime a cadere in caso di grandi calamità, il peso e la responsabilità della gestione delle comunicazione d’emergenza nelle prime 48/72 ore dal verificarsi dell’evento, è lasciato ai soli Radioamatori.

Guglielmo Marconi

Guglielmo Marconi, inventando la “radio”, apre alla storia la possibilità di “comunicare senza fili”, utilizzando teorie ed esperienze di studiosi precedenti e contemporanei che però non avevano intuito questa caratteristica delle onde elettromagnetiche.

La stazione radio

I radioamatori sono autorizzati ad operare nella propria residenza o in altra sede, come pure su un veicolo, natante o all’aperto.

A.R.I. Ente Morale

L’Associazione dei Radioamatori Italiani (A.R.I.) è eletta, con DPR. 368 del 10 Gennaio 1950 dall’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, in Ente Morale.

Il Radioamatore

Ha come finalità quella di sviluppare, a scopo personale e senza fine di lucro, le tecniche di trasmissione radioelettriche nelle sue varie forme, mettendo a disposizione della collettività le proprie esperienze.

In Emergenze

Questo in particolare significa garantire un servizio efficente di trasmissioni radio di emergenza anche nel caso di catastrofi naturali e ogni volta si renda necessario.

La licenza autorizza all’uso di alcune gamme di frequenza, assegnate al Servizio d’Amatore da accordi internazionali, ed assegna al titolare un nominativo, codificato secondo norme riconosciute in tutto il mondo tramite le quali risulta immediato individuare la nazionalità della stazione.


IL SERVIZIO DI RADIOAMATORE

Il Servizio di Radiomatore è stato
riconosciuto formalmente nel 1927
dalla Conferenza della I.T.U. di Washington

Sovente i Radioamatori vengono confusi con i CB e viceversa, ma esistono grandi differenze tra queste due figure di persone che utilizzano apparati ricetrasmittenti. Per essere CB è sufficiente richiedere al Ministero una concessione che permette di utilizzare apparati per la Banda Cittadina (operanti su 27 MHz) per chiacchierare in radio con gli amici, per usarlo come passatempo o anche per lavoro.

Il Servizio d’Amatore è invece un servizio di istruzione personale, di intercomunicazioni, di ricerche tecniche, effettuato da amatori (OM), cioé da persone debitamente autorizzate, interessate alla radiotecnica a solo titolo personale e senza interesse pecuniario (definizione dei Regolamenti Radio, stabiliti alla Convenzione dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, I.T.U.).

La comunicazione tra radioamatori, che costituisce un vero e proprio “Servizio” internazionale, come riconosciuto formalmente nel 1927 dalla Conferenza della I.T.U. di Washington, può avvenire secondo modalità diverse quali il codice Morse (telegrafia), a voce diretta (telefonia), tramite telescrivente (RTTY), in digitale (packet radio), tramite segnale televisivo a scansione lenta (SSTV) o a scansione normale (ATV) e anche via satellite come ad esempio ITAMSAT, il satellite messo in orbita da radioamatori italiani il 26 Settembre 1993 o addirittura con gli astronauti a bordo della MIR ed ora della International Space Station grazie al progetto ARISS.

Corso per diventare radioamatore


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