






















REPORT ATTIVITA’
Nominativo utilizzato: | IS0/IS0JMA |
Descrizione: | Pedres (o Pedreso) nel Comune di Olbia (SS) Altitudine: 90 mt circa |
Data attivazione: | 24 Aprile 2001 |
Bande e modi utilizzati: | 40 mt. 20 mt. |
Locator o WAIS code: | WWL JN40RU WAIS: EM14 DDI S08 |
Team | IS0JMA, IS0UDF, IS0RHQ, IS0BTH, IS0SEB, IS0HOA, IS0JLJ, IS0RUH, IS0YPW, IW0UMP (ora IS0PTW) |
Note | RTX: ICOM-706 MKII, dipolo, gruppo elettrogeno da 1 Kw Trattasi di prima attivazione di un Castello della Sardegna. Le operazioni sono state effettuate proprio dal castello, ubicato a circa 10 km da Olbia (SS),molto difficoltosa la salita ed impervia, che ci ha creato non poche difficoltà nel trasporto di tutto il materiale necessario per l’attivazione. Purtroppo, pur avendo con noi antenne/apparati, non e’ stato possibile effettuare qso in 144MHz e 50Mhz a causa di mancanza di propagazione. WX: bello |
Brevi notizie storiche:
Il castello di Pedres, talvolta detto anche castello di Pedes o castel Pedreso, è un edificio storico che si trova a pochi chilometri dalla città di Olbia, un tempo sede di residenza privilegiata giudicale. Si tratta di un forte, risalente al medioevo, costruito in pietra locale nella metà del Duecento, durante il periodo visconteo del giudicato di Gallura e successivamente utilizzato dai Pisani per far fronte all’attacco da parte degli Aragonesi. Fino al 1296 era giudice di Gallura Nino Visconti (fu anche l’ultimo) che lo utilizzava per scopi militari. Sua figlia Giovanna che non poté succedergli, gli subentrò però nel patrimonio immobiliare, tra cui questo castello. La fortezza aveva la principale funzione di difendere Civita e i confini con il giudicato di Torres, che erano localizzati poco più a sud, in località Istéculi, come indicato da Vincenzo Mameli de Olmedilla nella sua relazione di fine 700. Originariamente il castello era dotato di quattro torri e caratterizzato da due piazzali, uno superiore e uno inferiore, cintati da mura poligonali, raggiungibili attraverso scale costruite con grandi massi di granito.
Del castello di Pedres si ha una prima notizia nel 1322, in quell’anno i Pisani, che dominavano Olbia, già dallo scorcio del secolo precedente, avendo saputo che gli Aragonesi si apprestavano alla conquista dell’isola, si prepararono a ricacciarli munendo particolarmente la città e questa fortezza. L’anno seguente, il Carroz sbarco nella Gallura inferiore e venne a porre l’assedio al castello, il quale pero’ resistette all’attacco. Tuttavia nel 1324 fu ceduto dai Pisani al re d’Aragona.
Nel 1339 il castello venne affidato ai frati ospedalieri di san Giovanni di Gerusalemme. A partire dalla seconda metà del XIV secolo fu occupato dagli aragonesi e quindi dal giudicato di Arborea. Conobbe poi un definitivo abbandono all’inizio del XV secolo, in coincidenza col declino e lo spopolamento di Civita (poi Terranova Pausania).
Sono ancora visibili, nel piazzale superiore, due stanze diroccate, di cui una con volta a crociera, una cisterna per la raccolta della acque piovane, ed il mastio, che in origine era suddiviso su quattro piani e permetteva di controllare il territorio fino al golfo di Olbia.
L’accesso alla torre era posto a circa 6 metri d’altezza e avveniva utilizzando scale di legno retrattili.
La maggior parte dei danni sofferti dalla rocca è riconducibile all’incuria e all’abbandono nei decenni più recenti, ma alcuni sono attribuibili ai bombardamenti dell’ultima guerra.
Negli anni successivi al conflitto è stato adibito anche a struttura funzionale alla gestione del vicino aeroporto di Olbia-Venafiorita.
I ruderi del castello di Pedres sono abbastanza ben conservati, recentemente sono stati anche oggetto di restauro, sono costituiti da una doppia recinzione. La prima irregolare quadrilatera che serve più che altro a inglobare nella fortezza un breve ripiano della collina. Il secondo recinto, invece, sulla vetta del colle, presenta due parti nettamente distinte, una anteriore a pianta quadrata, una posteriore nella quale sorgono la torre ed altra struttura rettangolare il cui uso non è ben definito dato lo stato dei ruderi. Tutto il complesso presenta caratteri di solidità e conoscenza perfetta non solo della tecnica muraria, ma anche di quella ingegneria militare che sapeva rendere una roccia inaccessibile e resistente a poderosi assalti.