SD0129 – SANTANTIOCO DI BISARCIO
CITTAOZIERI
DIOCESIS08 – OZIERI
PROVINCIASASSARI
REGIONESARDEGNA
DISTRETTOSASSARI
LOCATIONOZIERI OZIERI su Google Maps KMZ SD0129 su Google Earth — WAIS: EM14
CENNI STORICIXI secolo
ATTIVAZIONIDATA CALL DASM
06/10/2012 IQ0SS
09/07/2023 IQ0SS

REPORT ATTIVITA’

Nominativo utilizzato:  IQØSS/p
Descrizione:  Sant’Antioco di Bisarcio (SS) mt. 226 circa slmm
Data attivazione:9 Luglio 2023
Bande e modi utilizzati:40 mt. 80 mt. Fonia; CW; DIGITALE;
Locator o WAIS code:WWL JN40KP    WAIS: EM14   DDI S08
TeamA.R.I. Di Olbia : IS0JMA Roberto, IS0YPW Paolo, IS0HNV Marco, IS0BTH Raimondo.

A.R.I. Di Sassari : IS0ANT Giancarlo, IS0SNE Andrea, IS0IYV Roberto, IZ1KGW Enrico, IS0PCO Gigi, IS0VRI Massimiliano.

A.R.I. Di Carbonia : IS0EVQ Paolo, IS0BGL Daniele.

A.R.I. Di Cagliari : IS0BHY Fernando.
NoteRTX:  Yaesu FT857 un dipolo 40/80m e una verticale Multibanda

Cenni Storici…

La basilica di Sant’Antioco, ex cattedrale di Bisarcio, è una delle più grandi chiese romaniche della Sardegna. L’edificio monumentale si trova isolato su un’altura di origine vulcanica in un sito campestre non lontano da Chilivani, nel territorio del comune di Ozieri.

La diocesi di Bisarchium o Guisarchum nel Giudicato di Torres, Curatoria di Nughedu, è documentata dal 1065 al 1503, quando venne inglobata nella diocesi di Alghero.

La prima cattedrale fu costruita nella seconda metà dell’XI secolo e successivamente danneggiata da un incendio, tanto che un documento del 1139 menziona un Ardarensis episcopus, in quanto il vescovo di Bisarcio risiedette nel vicino centro di Ardara sino alla riparazione della cattedrale e dell’episcopio di Bisarchium. Come documenta un graffito scoperto nel 2002 dall’epigrafista Giuseppe Piras sotto una monofora della zona absidale, nel 1164 il vescovo di Bisarcio Giovanni Thelle diede avvio alla seconda fase costruttiva. Questa fase si concluse entro il 1174, come testimoniato da un documento conservato presso l’Archivio Capitolare di Alghero. Con la consacrazione del portico a due piani addossato alla facciata, nel XIII secolo, si conclusero i lavori di riedificazione della cattedrale.

Attualmente del centro abitato, uno dei più grandi e popolati della zona, così come del palazzo vescovile, rimangono solo pochi resti. Ci sono pervenute alcune schede di un Condaghe di Bisarcio inserite da Pasquale Tola nel suo Codice Diplomatico della Sardegna.

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